“Un successo di pubblico ma soprattutto di stile”. Questo il commento di uno degli studenti presenti alla tavola rotonda “Insegnare, studiare, praticare la comunicazione”, con cui il CMCS ha voluto ricordare Massimo Baldini celebrandolo nel suo lavoro e così presentando anche l’ultima opera a cui aveva lavorato: il Dizionario della comunicazione, curato da Dario Viganò.
Di altissimo livello gli interventi dei professori Philip Schlesinger (che ha presieduto la tavola rotonda), David Forgcas e Paolo Fabbri.
La tavola rotonda è stata preceduta dalla bella presentazione del Prof. Sebastiano Maffettone (preside della Facoltà di Scienze Politiche), da un commosso e profondo ricordo di Massimo Baldini da parte del Prof. Roberto Pessi, preside dalla Facoltà di Giurisprudenza, e da una riflessione del Prof. Mons. Dario Edoardo Viganò. Proprio di quest’ultimo intervento, riportiamo qui le parole conclusive:
L’autorevolezza del professore Baldini ha sempre avuto, oltre alla assoluta competenza e al rigore disciplinare, il sapore del discepolo per il quale la verità – intesa come responsabilità di un progetto al servizio dello sviluppo integrale delle persone – non è sottoponibile a giochi di compromessi, meno ancora a logiche di spartizione e, neppure a giochi linguistici in cui al rigore dei processi ermeneutici si preferisce la rivendicazione ereditaria della memoria.
Baldini ha insegnato a tutti il senso di estremo rispetto che aveva per il valore delle parole. Sia nel senso che non ne sprecava, sia nel senso che nulla mai per lui era indifferente. Anzi. Proprio la differenza delle parole era il luogo per indicare, in maniera inequivocabile, rispetto istituzionale, condivisione progettuale, presa di distanza.
La nostra Università raccoglie l’intensità del discepolo e insieme la squisita autorevolezza del docente che alla precisione dei progetti ha unito da sempre la chiarezza delle scelte (e proprio questa solidità umana e sobrietà accademica gli ha guadagnato amore da parte dei suoi collaboratori e dei suoi studenti).
Massimo, la sua ricerca e i suoi progetti non sono rivendicabili né possibili da attuare sotto tutela. Semplicemente da continuare con la professionalità della ricerca e l’onesta dei rapporti. Non si può essere grati se insieme non si è anche responsabili dello stile di Massimo, della sua onesta e della sua capacità delle differenze: è quanto la nostra Università intende compiere attraverso il CMCS, laboratorio di apprendimento dello stile accademico nella ricerca, sotto la guida autorevole del prof. Michele Sorice a cui tutti noi, chiamati a collaborare, siamo da subito grati.

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